martedì 5 dicembre 2006

Pillolone anti pancione

Tra le varie mail arrivate oggi: il commercialista che mi manda i saldi Ici (ma poi mi telefona dicendo che sono sbagliati e che me li rimanda), qualche azienda che annuncia grandi novità che rivoluzioneranno il mercato del vino (ma che dico del vino, il Mercato, tutto il mercato, anzi il mondo intero) e la newsletter di un bel sito (lo dico senza ironia) di cui non faccio il nome (Cookaround) che mi annuncia come Francesco abbia perso 45 chili. E bravo Francesco, dico tra me e me. Apro la newsletter e un azienda di cui non faccio il nome (Giorno e notte - Dmc) mi racconta che anche Rosanna e Morena hanno limitato il loro giro vita di qualche bel chilone usando il pillolone (e scusate la rima). Ora, non dico cosa penso di Rosanna, Morena e Francesco, nè dei pilloloni dimagranti anche perché a poichi potrebbe interessare il parere di uno che nemmeno fa il medico. Però consiglio: chi vuole dimagrire si rechi da un dietologo e si faccia fare una bella dieta su misura. Io intanto mediterò sulla che forma che avranno stasera colesterolo, proteine e lipidi vari che ingurgiterò. Salute.

lunedì 4 dicembre 2006

Merlot bianco? Roba da Svizzeri (e non solo)

Ho assaggiato un merlot svizzero. Fin qui niente di particolare se non fosse che questo è, o meglio era, bianco. Già bianco, di un bel colore paglierino brillante e dagli aromi freschi e piacevoli, dove spicca la vaniglia (fermenta in barrique). In bocca è un bel vino, pieno e rotondo, adatto a abbinamenti anche importanti (io però ci ho cucinato dei semplici filetti di orata con salsa di pomodoro fresco e del basmati lessato). A proposito, lo produce Guido Brivio in Ticino, l'annata era il 2005 (ma mi ha dato l'impressione di potersi conservare a lungo) e potrebbe costare (nelle enoteche oneste) intorno ai 30 euro, mica poco insomma. Ma perché si è arrivati a produrre un merlot bianco? Semplicissimus. Di Merlot rosso ce n'era fin troppo e così, qualche anno fa, a quelche produttore è venuto in mente di vinificarlo in bianco. In Svizzera è un successo consolidato, vedremo in Italia.

venerdì 24 novembre 2006

Osteria di rubbiara a Nonantola (Mo)

Già il nome del paesino, Nonantola, è secondo me fantastico. L'Osteria di rubbiara poi merita una visita. Quando entrate il burbero oste (è burbero per davvero e vi tratterà giustamente da milanesi quali siete) vi fa mollare il telefonino in un'appossita cassettina (e non cercate di mentire dicendo che non lo avete). Poi vi fa sedere e comincia a portare quanto esce dalla cucina. Tra l'altro delle tagliatelle al ragù che da sole meritano, si dice così no?, il viaggio. E poi dei ravioli burro e salvia e un arrosto di maiale eccellenti. Lambrusco fatto in casa, con tanto di fondo bello spesso, e gelato di crema con aceto balsamico tradizionale di Modena per concludere. Non so perché, ci sono stato qualche mese fa, ma oltre al ragù e al resto ricordo anche l'insalata di finocchi. Croccanti, saporiti, un po' ammaccati: insomma favolosi. E a me i finocchi nemmeno piacciono tanto.

Truciolato sarà lei

Dopo Torrecuso anche Montefalco vieta i cosiddetti trucioli (notizia del 7 novembre scorso). Motivi? Legati alla salute del consumatore. Certo che l'Italia è un Paese ben strano. Ci preoccupiamo poco, per stare in ambito vinicolo, di cosa c'è nel mosto concentrato (che molti usano) ma riusciamo a sostenere che i trucioli di legno fanno male, mentre il vino affinato in botte no. Evidentemente il legno trucioloso è altra cosa rispetto al legno bottoloso. Magari si tratta di compensato, o di segatura ricomposta. Mah?! Idea profana. Perché non facciamo una semplice legge che dice: "Il vino si ottiene dall'uva. Ingredienti esterni permessi sono i lieviti. Tutti gli (zucchero, mosto concentrato, legno eccetera) altri vanno dichiarato in etichetta. Le sanzioni per chi contravviene possono arrivare alla chiusura dell'azienda". Post banale, mi rendo conto. D'altra parte la questione relativa ai trucioli è banale. E finirà, come al solito, con l'ingarbugliarsi talmente tanto che alla fine non sapremo, come al solito, se stiamo bevendo vino intruciolato o vino imbarricato. Vedrete, faranno una legge tipo quella per gli Ogm. Che più o meno dice: l'ingrediente Og va segnalati quando supera l'1 per cento. Qualcuno ha però fatto giustamente notare che se un alimento è composto da 101 ingredienti ogm la segnalazione della "modificatio" degli stessi (per una semplice questione matematica) si può omettere.

Vernaccia spumante Quacquarini

La Vernaccia spumante stappata ieri sera in famiglia era quella, vien da dire ovvio, di Quacquarini. In enoteca dovrebbe costare sui 16/20 euro ma, se avete voglia di far uno strappo alla regola e bervi un rosso spumante ben fresco, da abbinare come meglio preferite, vale la pena di affrontare la spesa. Grande aromaticità (con una vena a me graditissima che ricorda il graspo dell'uva) e metodo produttivo e composizione davvero particolare. Tre fermentazioni tre e una percentuale di uve passite che varia di anno in anno tra il 55 e il 60 per cento danno vita a un brut dolce amaro che abbiamo apprezzato con una semplice pasta, pomodoro e zucchine e, sorpresa, non stava male neanche con un ottimo (non l'ha fatto mia moglie) salame di cioccolato. Visto il periodo, ne ho ancora una bottiglia, lo vorrei provare con un bollito (misto no perché in casa farlo bene è impossibile): magari un cotechino o, slurp, un piedino di maiale coi fagioli come si fa dalle mie parti. Consigli?

giovedì 23 novembre 2006

Novità: Prosecco Metodo Classico e Baci alla Ciliegia

Valdo, di proprietà del signor Bolla (della famiglia dei Bolla della Bolla di Verona - e scusate per tutte stè bolle) ha dato vita a 10, forse il primo Prosecco metodo classico mai prodotto. Risultato? Dopo lo stappo, lo spumante presenta tutti gli aromi classici del vitigno con in un più un perlage più fine e persistente del solito. Buono davvero.
Sempre in tema di innovazioni di prodotto segnalo i nuovi Baci Perugina: niente nocciola e al suo posto una ciliegina. Risultato, il sapore è quello dei Mon Cherì, solo che questi hanno il liquorino, sono più croccantini e il cioccolato mi pare migliore. Insomma, il Bacio alla ciliegia mi sembra un'inutile "innovazione di prodotto". Meglio, mille volte, l'originale Bacione nocciolone.

mercoledì 22 novembre 2006

Poggio alle mura

Ieri sera in famiglia ho stappato una bottiglia di Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 1999 della Banfi. Buono, lungo, complesso, sentori di cuoio eccetera eccetera, praticamente perfetto. Insomma uno di quei vini che si dimenticano subito. Troppo uguali uno all'altro. A proposito, ci ho mangiato assieme dei tagliolini ai porcini. I porcini (38 euri al chilo dal mio fruttivendolo) erano, nonostante la stagione, eccezionali. Venivano dal Piemonte e mi sono costati un occhio, ma ne valeva la pena...